Un'Aula per Federica Torzullo: la memoria diventa impegno
Lunedì 19 ottobre 2026 alle ore 11.00, presso l'Aula Convegni della Macroarea di Ingegneria, la comunità universitaria si riunirà per ricordare Federica Torzullo, ingegnera gestionale e vittima di femminicidio. Un gesto di memoria che vuole essere, soprattutto, una dichiarazione di responsabilità e di impegno per il futuro.
L'intitolazione non vuole rappresentare, infatti, un gesto isolato, ma si inserisce in un percorso che il nostro ateneo porta avanti da anni per promuovere una cultura fondata sul rispetto, sulle pari opportunità e sul contrasto alla violenza di genere. Un impegno che vede in prima linea il Comitato Unico di Garanzia (CUG) e che si traduce in attività di sensibilizzazione e formazione, iniziative rivolte alla comunità universitaria e strumenti concreti di ascolto e sostegno.
Di questa rete fanno parte il Centro Antiviolenza “Elena Gianini Belotti” dell'Ateneo e lo Sportello Antiviolenza del Policlinico Tor Vergata, presìdi che rafforzano la capacità dell'Università di offrire accoglienza, orientamento e supporto. A queste realtà si affiancano progetti e percorsi formativi che puntano soprattutto sulla prevenzione, sull'educazione al rispetto e sul superamento degli stereotipi di genere.
È in questa prospettiva che assume un significato ancora più profondo la scelta di dedicare un'Aula a Federica Torzullo. Dare il suo nome a un luogo nel quale ogni giorno si studia, si insegna e si costruisce il futuro significa fare della memoria qualcosa di vivo: un richiamo quotidiano alla responsabilità di ciascuno e alla necessità di riconoscere e contrastare ogni forma di violenza. Perché la violenza di genere può attraversare ogni contesto sociale, culturale e professionale e colpire qualsiasi donna, anche laddove ci si senta protette e al sicuro. Ricordare Federica quindi significa anche prendere coscienza di questa realtà e trasformare la consapevolezza in responsabilità collettiva, prevenzione e impegno concreto.
Il 19 ottobre sarà dunque un momento di ricordo, ma anche una tappa di un percorso che continua. Perché l'impegno dell'Ateneo non si esaurisce in una cerimonia: prosegue nei servizi, nella formazione, nella ricerca, nell'ascolto e nelle iniziative che continuerà a promuovere. Per costruire una comunità universitaria sempre più consapevole, più giusta e più sicura.